Parco delle Orobie bicicletta Morbegno

Morbegno, la città che mi ha fatto riscoprire la libertà e il valore dello sport

È passata un’infinità di tempo dall’ultima volta che mi sono seduto in tranquillità a scrivere qualcosa per il puro piacere di farlo e in effetti la cosa ha un sapore un po’ … strano. Mi riporta indietro ai tempi del liceo, quando combattevo tra il piacere di scrivere e l’imposizione di farlo per la scuola. Ho ragionato qualche settimana su quando e come farlo, ma da una parte l’estate e dall’altra gli impegni, sono stato costretto a rimandare… fino ad oggi: per fortuna il desiderio di scrivere un contributo per un’amica ha vinto.

Ma veniamo a noi, cioè alla Valtellina, cioè a Morbegno.

Mi sono trasferito qua ad agosto 2015, per motivi di lavoro: il mio percorso creativo di designer ha attraversato Milano per spingermi più… in alto.

Vista su Morbegno

Morbegno dall’alto

Devo dire che all’inizio non fossi molto convinto di questa scelta. All’epoca avrei preferito decisamente fermarmi in una grande città, ricca di opportunità di divertimento e culturali, forse anche per paura di una certa solitudine. Alla fine ha avuto la meglio il desiderio di una mia autonomia che cercavo da tempo.

Per arrivare a Morbegno partendo dalla mia città di origine, Piacenza, si va in direzione Milano, per poi lasciarsi alle spalle le sue mille luci e imboccare la superstrada che conduce a Lecco. Da qui il paesaggio inizia a cambiare molto, compaiono le montagne e, dopo qualche tunnel, il lago, alla cui vista non mi sono mai completamente abituato: ogni volta riesce a restituirmi un’idea di relax e vacanza. Lo si costeggia per intero sul lato destro, fino a Colico e da lì si prosegue in auto per un altro quarto d’ora circa per arrivare a destinazione.

Morbegno vorrei raccontarla con un taglio personale, cioè dal manubrio della bicicletta che tanto amo e che mi ha permesso di trovare il mio equilibrio e la mia dimensione in questo luogo, che va scoperto poco a poco. Sì, perché richiede tempo per abituarcisi, ma è in grado di regalare scorci incredibili in base all’angolazione da cui lo si guarda… è anche questo è il suo bello.

Un vicolo di Morbegno dalla bicicletta

Partendo da casa – a metà tra Morbegno e Talamona – percorro un sentiero ciclabile sotto la montagna che in pochi minuti porta direttamente in centro al paese.

Nella piazza principale, Sant’Antonio, si trova sempre di tutto e un po’, come si conviene ai luoghi di questo tipo. Dal mercato del sabato, alla panetteria-pasticceria (che sforna a mio parere i migliori croissant e torte della zona), si passa per la Bottega fino ai bar: c’è quello centrale e un po’ più “fighetto” chiamato “La Tavernetta” e poi c’è quello di fronte, gestito da una anziana coppia un po’annoiata ma cordiale.

La Bottega Morbegno

La bottega Morbegno

La Bottega

Da lì si può decidere se avventurarsi in paese o per la lunga strada che conduce al Passo San Marco, che parte appena dietro la piazza. Si tratta di una meta ambita per il ciclismo stradale: il tragitto è abbastanza lungo, circa 26 chilometri di curve e tornanti, che dividono la zona bergamasca da quella valtellinese. Si può percorrere la strada per intero in bicicletta o anche in moto, oppure sostare al paese di Albaredo.

Da qui si può proseguire con una lunga pedalata fino a raggiungere il Rifugio Alpe Piazza, oppure scegliere di andare a piedi: l’indicazione per il rifugio è ben visibile e più in alto c’è un parcheggio sterrato dove lasciare l’auto.

Rifugio Alpe Piazza

Se invece si rimane in paese, è facile individuare la via centrale, da cui partono i vicoli stretti tra le case in sasso o mattoni, che regalano scorci fantastici con le montagne sullo sfondo (da ogni foto scattata si potrebbe tranquillamente ricavare una cartolina!)

In particolare sulla via centrale c’è un piccolo negozio di alimentari, uno dei pochi a vendere il formaggio Bitto originale, chiamato “Storico Ribelle”. A quanto pare quello che si chiama Bitto al momento non è più fatto come vuole la tradizione, ma in modo un po’ più industriale… e guai a considerarlo allo stesso modo dell’originale! Morale della favola, un gruppo di produttori si è ribellato e ha fondato questo marchio.

Proseguendo a pedalare e svoltando leggermente a sinistra, si trova la Piazza Tre Fontane (le fontane in realtà sono due, vai a sapere perché). A questo punto, si percorre un ponte sul fiume che attraversa Morbegno, chiamato anche lui Bitto, verso il quale si può scendere da un sentierino nascosto dietro al bar TNT. Per me è davvero rigenerante stare vicino all’acqua fresca durante le pause pranzo estive.

Sentiero

Subito dopo il fiume, sulla sinistra, inizia un altro sentiero che, da un arco di pietra conduce su per la montagna. Qui mi sono spinto in una delle mie uscite serali alla ricerca di avventura e nuove vie: ho scoperto con sorpresa una piccola fattoria chiamata Selva Maloberti, dalla quale si può godere di una vista meravigliosa sulla valle, soprattutto all’imbrunire.

Nel caso si decida si proseguire di nuovo lungo le vie principali, si arriva all’imbocco di una delle valli che frequento più spesso, la Val Gerola. Si tratta del punto di arrivo di una delle tappe del Giro Rosa di quest’anno ed è ricca di sentieri che ho imparato a conoscere grazie ad alcuni amici del posto, che hanno creato per passione un’associazione di guide di mountain bike. L’obiettivo del gruppo è quello di promuovere il turismo in questa zona, per far scoprire le bellezze nascoste di queste valli a chi non disdegna le ruote tassellate e l’impareggiabile adrenalina in discesa con bici da enduro.

Val Gerola bicicletta da enduro

Sopra le nuvole in Val Gerola

Naturalmente c’è anche un’alternativa, ossia noleggiare qualche bici elettrica e percorrere sentieri meno impegnativi, ma ugualmente panoramici. Seguendo la strada della Val Gerola si può infatti decidere fino a dove spingersi pedalando, per poter iniziare la discesa quando lo si desidera: che sia da Sacco, da Rasura oppure dal rifugio Bar Bianco in cima nel parco delle Orobie.

Vista dal Bar Bianco Morbegno

Vista dal Bar Bianco

La verità è che l’obiettivo, per me e i miei amici, è sempre quello di raggiungere con un po’ di fatica l’altezza maggiore possibile, per poi infilarsi casco e protezioni e scendere più forte che si può. Devo dire che anni fa ho sofferto spesso la salita, ma riconosco che raggiungere la vetta con le proprie gambe dà a tutto un sapore un po’ diverso, più appagante (nonostante una “furgonata”, il giovedì sera non la si rifiuta mai).

Parco delle Orobie bicicletta Morbegno

Parco delle Orobie

Questi sentieri, che incrociano a tratti la strada principale, sarebbero pensati in realtà per il trekking. Tutti scendono fino a Morbegno o ai paesi limitrofi, in un susseguirsi di curve, radici e scorci che lasciano spazio a qualche stop per una foto.

Il mio momento preferito è verso sera. Soprattutto all’inizio dell’estate, ci sono alcuni punti in cui la vegetazione “si apre” e la luce di taglio che viene dai raggi del sole mi dà sempre l’idea di essere in una foresta della Costa Rica! In certi passaggi si può anche vedere il paese da una prospettiva diversa e, talvolta, salendo fino in cima nelle giornate di sole… anche il lago.

Come in Costa Rica, ma in Val Tellina

Costa Rica Valtellinese

Spesso ho considerato un peccato non vivere al lago, così vicino ma mai abbastanza. L’idea di svegliarmi la mattina, aprire le persiane ed essere vicino all’acqua mi stuzzica molto, ma sarà il ricordo degli anni passati a viaggiare in treno, sarà la volontà di uscire in bici la sera e avere più tempo… alla fine ho scelto di rimanere qui a Morbegno.

Riding notturno su Morbegno

I vantaggi per me sono molti. La mattina, per esempio, posso raggiungere il lavoro pedalando invece di prendere l’auto, cosa che ha un effetto positivo sul mio risveglio e anche sull’ambiente… anche se la mia parte è piccolissima, limitare l’inquinamento non guasta mai.

Devo dire che anche dal punto di vista culturale questo luogo ha le sue particolarità. Si direbbe che sia difficile trovare un lato artistico da parte di chi ha sempre vissuto qui, invece, pedalando per le vie del centro, io ho scoperto luoghi e persone speciali. Sto parlando di Marcello, un amico fotografo che lavora in una bottega semplice e particolare allo stesso tempo; oppure di un artista locale, che esegue sculture con pezzi meccanici di moto, auto, biciclette e persino elettrodomestici. I suoi lavori hanno le sembianze di lupi, fenici e chi più ne ha più ne metta, arricchite sempre da descrizioni peculiari. In particolare ne ricordo una: “Dattilo, lo spirito della macchina da scrivere. Dattilo è il condottiero delle vecchie e gloriose macchine da scrivere. Un tempo troneggiavano gloriose sulle scrivanie, poi soppiantate da computer e stampanti e dimenticate in solai e cantine. Sono un esercito in metamorfosi, si stanno organizzando per tornare protagoniste nella letteratura.

Lupo

Scultura Dattilo

Dattilo

Tra i vicoli del centro di Morbegno si trova anche un bellissimo palazzo, Il Malacrida, che vale la pena visitare nei giorni aperti al pubblico, come avviene per l’evento “Morbegno in cantina”, una festa con percorsi eno-gastronomici che partono dal centro per spingersi sui vari versanti delle montagne alla scoperta di vini e produzioni locali. Dietro al palazzo si può raggiungere a piedi un tempietto votivo da cui godere di un’ottima vista e, perché no, fare anche un pic nic.

Palazzo Malacrida Morbegno

Palazzo Malacrida

Un altro percorso ciclabile, in questo caso adatto anche a famiglie con bambini, inizia dal ponte di Ganda in fondo a Morbegno, dalla parte opposta della montagna rispetto al centro, che costeggia il fiume Adda: il sentiero Valtellina. Percorrendolo verso nord si può raggiungere Sondrio, mentre dirigendosi verso sud si arriva (in un’oretta di pedalata) alla grande spiaggia di Colico. Questa lungo prato in riva al lago è  l’ideale per le serate estive, quando la voglia di relax prende il sopravvento su tutto, mentre si ammira la danza di colori dei kitesurfers che ondeggiano sull’acqua spinti dal vento.

Ad ogni modo, che si salga per i monti o si distendano le gambe fino al lago, si finisce quasi sempre con una birra in mano, un tagliere di salumi e formaggi sul tavolo di un bar del centro e una sana dose di risate in compagnia. Non importa se quando si rientra a casa è tardissimo… si fa una doccia al volo e va bene così!

In conclusione, vi assicuro che se scegliete di trascorrere qualche giorno in Valtellina, Morbegno può essere un ottimo punto di partenza. Si colloca infatti più o meno a metà strada tra varie località, che siano borghi sul lago o città come Tirano (è da qui che parte il famoso trenino rosso del Bernina), ma anche Bormio, Livigno o il passo dell’Aprica.  Come ho raccontato, Morbegno è ricca di passeggiate e pedalate da poter fare e la sera si trovano sempre diversi bar e gelaterie aperte per concludere la giornata (per assurdo, risulta più difficile a Sondrio, nonostante sia città molto più popolata).

Monte lago serale

In definitiva, se c’è una cosa tra le altre per cui ringrazierei Morbegno, è la spinta e la possibilità che mi ha dato fino’ora nel capire quanto libertà e autonomia siano importanti e quanto lo sia altrettanto lo sport come valore nella vita di tutti i giorni, dal benessere fisico e mentale che ne deriva fino alla soddisfazione di rischiare, buttarsi e riuscire a fare qualcosa che prima si credeva poco possibile.

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