Heidelberg: Valentina e le lingue

Parti?

Eh già!

E perché?

Dai te l´ho detto che voglio fare il dottorato in Germania!

Ah sì…e dove vai di preciso?

Beh ovviamente…a Heidelberg!

Dove?

Non conosci Heidelberg??? Impossibile, tutto il mondo conosce Heidelberg!!!

Eh già, perché tutto il mondo è a Heidelberg. Se dovessi descrivere questa città con un aggettivo, non avrei alcun dubbio su quale utilizzare: internazionale. E se si pensa alle sue dimensioni relativamente ridotte, si rimane forse un po’ stupiti.

Heidelberg si trova nella regione tedesca del Baden Wurttemberg e conta 150.000 abitanti. In ogni momento dell´anno pullula di turisti, attratti dalle diverse meraviglie della città. Prima fra tutte il castello che si erge maestoso sopra i tetti della Altstadt (il centro storico) e che fa capolino in un angolo del campo visivo ovunque ci si trovi ad osservare la città. In ogni momento della giornata e in ogni stagione dell´anno assume un colore diverso, una sfumatura particolare e invoglia a scattare migliaia di foto. Il posto migliore per fotografarlo è la Neuenheimer Landstraße. Da lì si riesce ad includere nello scatto un´altra attrazione della città, l´Alte Brücke (il ponte vecchio). Bellissima struttura a schiena d´asino che viene fedelmente sorvegliata dalla scimmia.

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Chi passa per Heidelberg non rinuncia a farsi scattare una foto insieme alla scimmia, tutti conoscono la scimmia, eppure il significato della sua presenza è misterioso. Sotto le arcate dell´Alte Brücke scorre calmo il Neckar, il fiume che dà il nome alla valle in cui Heidelberg è situata. Questo fiume è parte integrante della città; per gli spettacolari colori che assume nello rispecchiare il cielo, per il via vai di barche turistiche e commerciali e per il Neckarwiese, l´enorme prato che costeggia il fiume e che in primavera ed estate si riempie di grigliate, partite di beach volley, bambini che giocano, giovani che suonano e cantano e signori che passeggiano.

Heidelberg Fiume

Ma il motivo per cui Heidelberg è conosciuta in tutto il mondo non ha a che vedere con le sue attrazioni turistiche, bensì con la sua rinomata università e con i suoi eccellenti centri di ricerca. Heidelberg è la meta ideale per un giovane ricercatore, soprattutto in campo medico-biologico, per formarsi in un ambiente di alto livello e, appunto, internazionale.

Avendo frequentato, ormai diversi anni fa, un liceo linguistico, penso alla diversità e alla mescolanza di lingue quando parlo di internazionalità. Se all´inizio di una passeggiata lungo la strada principale della Altstadt qualcuno mi chiedesse di scommettere sulla lingua che sentirò maggiormente, non sono sicura che sceglierei il tedesco. E proprio in queste passeggiate mi diverto ad indovinare la lingua che stanno parlando le persone che sto per  incrociare. Ma è al caffè linguistico dove la mescolanza di lingue e culture raggiunge il suo apice. Si tratta di un´iniziativa organizzata settimanalmente da due gruppi studenteschi e volta appunto a promuovere l´integrazione tra culture diverse e l´esercizio di una lingua. Ci si trova in una sala spaziosa e accogliente, ci si siede al tavolo adibito alla lingua che si vuole parlare e si chiacchiera con le persone che hanno scelto la stessa lingua. E così può capitare di trovarsi di fianco ad una ragazza italiana ma parlare unicamente tedesco perché si è al tavolo tedesco. Oppure si può intraprendere una discussione sulle religioni con ragazzi mussulmani e cercare di spiegare il significato della trinità in tedesco. O ancora può succedere che, alla fine della serata quando si è tutti un po’ stanchi, si fa fatica a concentrarsi e a scegliere le giuste parole in una lingua che non si parla spesso.

caffè linguistico heidelberg

È proprio quello che mi è successo la scorsa settimana quando ho tentato di esercitare il mio spagnolo, dopo aver passato la giornata a colloquiare in tedesco e la serata a conversare in inglese. Stavo pensando di abbandonare l´impresa e tornarmene a casa perché mi sono accorta di non esserne in grado, quando è successa una specie di magia. Ebbene al tavolo era rappresentato il Brasile, il Messico, la Francia, il Belgio, la Bulgaria e l´Italia. Tutti capivamo il tedesco, l´inglese, il francese e lo spagnolo, ma ognuno di noi riusciva a parlare spontaneamente una sola di quelle lingue. Dove sta il problema? Ci siamo messi a chiacchierare in quattro lingue diverse, ognuno parlava la lingua che gli sembrava più semplice ed immediata e tutti ci sia capiva perfettamente. In un primo momento non ho notato la particolarità della situazione in cui mi trovavo, mi sembrava assolutamente normale dopo aver vissuto otto mesi a Heidelberg. Poi ho capito che solo in una città veramente internazionale si può creare questa bellissima miscela di lingue.

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4 pensieri su “Heidelberg: Valentina e le lingue

  1. Mar.Màrat ha detto:

    Leggendolo mi è venuto in mente quello che solo pochi giorni fa qualcuno mi ha detto, e cioè che Umberto Eco ha detto.. che il modo ideale per comunicare è esattamente questo! Ognuno parla nella sua lingua, ma tutti si capiscono. Beata te se ci sei riuscita 🙂

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    • Valentina ha detto:

      Grazie per lo spunto! Penso che non sempre sia necessario parlare lingue diverse per sperimentare le parole di Umberto Eco. Nell’ambito di una lingua e di una cultura, ognuno dà la propria interpretazione…è il bello della soggettività! L’importante è confrontarsi sempre con gli altri, comunicare, promuovere lo scambio di opinioni, di culture, di punti di vista…

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