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Mini tour dell’Andalusia: Sevilla, Codorba e Granada in 4 giorni

Il mio mini tour dell’Andalusia (anzi, forse sarebbe meglio dire “nostro” dato che eravamo in tre) comincia a Sevilla, il capoluogo di questa regione del sud della Spagna dove ha sede l’aeroporto.

Siviglia

Innanzi tutto vi sarà utile sapere che, una volta atterrati, il taxi per raggiungere il centro della città è davvero conveniente: con 25 euro (anche meno) vi potrete far portare dove desiderate.

Siviglia di notte

Siviglia di notte

Lasciate giù i bagagli, rinfrescatevi e partite alla volta di questa ricchissima città, che conta oltre 690’500’000 abitanti (dato relativo al 2016).

Se volete scoprire subito le sue zone più caratteristiche, cercate sulla mappa la Cattedrale e, dopo qualche foto di rito, infilatevi nella via piena di tapas bar che si estende a partire dalla torre La Giralda (la stradina si chiama Calle Mateos Gago).

Cattedrale Siviglia

La Cattedrale di Siviglia di notte

Qui non sarà facile resistere a un bicchiere di sangria, una cerveza fresca o una copa de vino, accompagnati da un piattino di jamon iberico, una fetta di tortilla de patatas o, per chi si azzarda a provare le specialità locali, un bel piatto di caracoles (in tutte le salse… lumache!)

Se invece non vedete l’ora di ammirare le bellezze storiche che custodisce la città, allora avete trovato pane per i vostri denti: siete circondati da attrazioni uniche nel loro genere. Oltre alla Cattedrale e alla torre, vi consiglio vivamente di visitare l’Alcazar (il palazzo del sultano).

Alcazar di Siviglia dall'interno

Uno scorcio all’interno dell’Alcazar di Siviglia

A questo punto devo fare una nota scomoda, ma doverosa: ricordatevi di prenotare con alcuni giorni di anticipo i biglietti e di farlo online. Specialmente se volete visitare la Cattedrale di Siviglia, non c’è altro modo che acquistare l’entrata sul sito internet (mi raccomando, usate il quello ufficiale: http://articketing.vocces.com/).

Ed ecco che apro la parentesi indesiderata: abbiamo infatti avuto dei problemi con la ricezione della mail che doveva contenere in allegato i biglietti per visitare l’Alcazar, così ho salvato come screenshot gli stessi (contenevano quindi tutti i dati utili per la nostra identificazione, compreso il codice a barre). Niente da fare. Non ci facevano passare e, dopo aver spiegato a più bigliettai quello che era successo (in spagnolo, perché l’inglese non sembra stare molto simpatico agli andalusi) mi hanno detto di telefonare al numero dell’azienda terza che si occupava delle prenotazioni. Loro se ne lavavano le mani. Ho quindi chiamato e mi è stata ripetuta la mia mail: era corretta. Ho comunque chiesto che mi fosse inviato nuovamente il biglietto a un altro indirizzo, ma senza successo: no, non si poteva fare. Sono quindi riuscita a recuperare il famoso file che avrei dovuto ricevere via mail ma accorgendomi che mancava uno dei tre biglietti (per intenderci il foglio indicava la presenza di tre pagine, ma solo due di fatto venivano visualizzate). Con molta molta pazienza ho così spiegato all’ennesima persona quello che era successo che, più per zittirmi che per altro, alla fine ci ha fatto passare. Insomma tutto questo per dire: evviva la flessibilità! (Sì, sono ironica).

Questo non è stato l’unico episodio che mi ha fatto dubitare dell’apertura mentale degli abitanti dell’Andalusia (anche se non bisognerebbe mai generalizzare)… è come se l’essere una meta turistica fosse qualcosa che non possono evitare, ma di cui farebbero volentieri a meno. Mi avrebbe fatto davvero piacere poter dire a tutti i ristoratori scortesi, ai tassisti silenziosi e alle bigliettaie odiose (no, non c’è aggettivo migliore) “Ehi, è grazie a me, turista, che tu hai un lavoro!”ma ho preferito pensarlo solamente e poi scriverlo qui 😉

Meno male che la bellezza delle città visitate ripaga tutte le piccole delusioni relazionali con gli abitanti del luogo, specialmente la meravigliosa Plaza España di Siviglia.

La vista appena sbucati in Plaza Espana a Sevilla

La vista appena sbucati in Plaza Espana a Sevilla

Immensa, maestosa e fiabesca, questa piazza semi-circolare abbraccia un giardino ridente ed è costeggiata internamente da un corso d’acqua dove piccole imbarcazioni navigano dolcemente attorno alla fontana centrale (potete farlo anche voi!). Tutt’intorno, il camminamento lungo la struttura portante mostra ai passanti raffigurazioni identificative delle città della Spagna, attraverso pitture colorate su piastrelle in ceramica.

Rientrando da questa meravigliosa attrazione, vi consiglio di fare un salto lungo il Guadalquivir per visitare la pittoresca Torre de Oro e il suo piccolo museo navale su due piani. Il costo del biglietto è di soli 3 euro, grazie ai quali potrete salire sul luogo di avvistamento costruito dai Mori per salvaguardarsi dai possibili attacchi via fiume da parte dei Cristiani.

Vista sul Guadalquivir dalla Torre de Oro di Siviglia

Vista sul Guadalquivir dalla Torre de Oro di Siviglia

Poco distante, ecco che potrete incontrare la suggestiva Plaza de Toros (se volete entrare a visitarla vi tocca pagare 8 euro, quindi vi consiglierei di comprare il biglietto per la corrida della domenica, anche se non approvo particolarmente questo “sport”, pur riconoscendone il fascino folcroristico).

Plaza de Toros, Siviglia

Plaza de Toros, Sevilla

E, infine, una nota comoda, molto comoda… il lunedì a Sevilla tutti i musei sono gratis! Non potete che festeggiare con un buon gelato (magari quello di Helados Rayas, situato tra Puerta de Triana e San Pablo).

Ps. I nomi delle vie a Siviglia sono riportati, lettera per lettera, su piastrelle fissate ai muri delle case, cosa che conferisce alla città un aspetto originale e pittoresco.

Córdoba

Per spostarsi da Siviglia a Córdoba, il modo migliore è quello di noleggiare un’auto. Noi lo abbiamo fatto con la compagnia Centauro, con sede dentro l’Hotel Ayre, nei pressi della stazione dei treni di Santa Justa di Siviglia. Per una macchina di medie dimensioni, abbiamo speso meno di 150 euro per 3 giorni, con doppio guidatore e assicurazione casco che copre da eventuali danni alla carrozzeria (davvero utile, in quanto il rischio di strusciare l’auto negli stretti parcheggi che si incontrano nelle città è molto alto).

Siamo così giunti a Córdoba, guidando per circa un’ora e trenta, mentre scoprivamo che l’Andalusia è una terra monotona e silenziosa, che offre agli “spettatori da finestrino” infinite distese di ulivi che vanno su e giù lungo dolci colline.

Uliveti Andalusia

Le distese di uliveti dell’Andalusia, dal finestrino

Buone notizie, comunque: il costo della benzina (e del gasolio) in Spagna è inferiore rispetto a quello italiano e, inoltre, le autostrade andaluse sono gratis! (con l’unica eccezione di quella che va a Cadiz).

Ed eccoci quindi arrivati nella pittoresca città che costeggia il fiume Guadalquivir, con le sue casine bianche illuminate dal sole (non ci avevo mai pensato, ma probabilmente questa scelta architettonica è dovuta al fatto che in estate le temperature sono così insopportabili che si ricorre a tutti gli stratagemmi possibili per ricacciare indietro il calore dei raggi solari).

Le case bianche di Cordoba

Le case bianche di Cordoba

Per cominciare la giornata nel migliore dei modi, vi suggerisco di fare colazione (desayuno) nel locale situato lungo Paseo de la Ribera, all’angolo con Calle Torres: potrete accomodarvi al chiuso oppure all’aperto, con vista fiume (il locale si chiama Fusion by Sojo). Qui potrete scegliere tra pancakes con varie farciture, muesli da intingere in uno yogurt buonissimo e cappuccini con una schiuma a regola d’arte.

Da qui, risalite per Plaza del Potro e perdetevi nel labirinto di stradine sulle quali si affacciano balconi floreali decorati da azulejos che vi faranno stare con il naso all’insù. Una di queste vie mi ha colpito particolarmente: cercate sulla mappa Calle Cardenal Gonzales.

Plaza del Potro, Cordoba

Plaza del Potro, Cordoba

Cordoba è una città molto tranquilla, in cui potrete rilassarvi e sentirvi veramente in vacanza. Passeggiando per le vie del centro, sarà facile imbattersi in preziose cancellate in ferro battuto, lasciate volontariamente aperte per curiosare all’interno: qui vi sorprenderanno affascinanti patios che invitano a sedersi sulle poltrone in vimini ombreggiate da grandi foglie di palma, proprio come un vero riad del Marocco (scommettiamo che anche il vostro hotel sarà fatto così?)

Il Patio di un hotel di Cordoba

Se avete voglia di immergervi nella vita quotidiana dei cordobesi, recatevi fino a Plaza de la Corredera e raggiungete il mercato del pesce che si nasconde sotto uno dei suoi portici. Tenete in conto che la gente qui ha quell’atteggiamento tipico di chi sa godersi la vita: in giro per il centro prima 9:30 del mattino non troverete altro che turisti . Non sorprendetevi però se anche i negozi hanno degli orari un po’ inconsueti: tendenzialmente rimangono aperti dalle 9:30 fino alle 13:00, per poi riaprire alle 17 fino alle 22/22:30 (potete ben immaginare che nelle ore più calde, le persone sono costrette in casa).

Fiori sulle casine bianche di Cordoba

Fiori sulle casine bianche di Cordoba

Durante questo lasso di tempo un po’ “morto” potreste approfittarne per visitare la grande protagonista di Córdoba: la Mezquita. Questa moschea a tratti cristiana è così peculiare che anche tutte le parole dell’audioguida non basterebbero per descriverla a pieno (e anche le foto, a dire il vero, non le rendono abbastanza onore).

Interno Mezquita di Cordoba

Interno Mezquita

Una cosa è certa, i soldi del biglietto di entrata saranno i meglio spesi della vostra vacanza (si parla di 10 euro di ingresso + 4 di audioguida + 4,50 di torre).

Il tetto e le volte arabe della Mezquita

Il tetto e le volte arabe della Mezquita

Una porta interna alla Mezquita, rivolta verso La Mecca

Una porta interna alla Mezquita, rivolta verso La Mecca

Gli archi interni alla Mezquita

Gli archi interni alla Mezquita

Una volta usciti dalla Mezquita, con gli occhi ancora sbarluccicanti, regalatevi un po’ di relax nei maestosi giardini del Palacio de los Reyes Catolicos (Alcazar) e poi dirigetevi verso Calle de los Judios e assaporate l’atmosfera del quartiere ebraico, dove troverete la sinagoga.

Corte interna Mezquita (ingresso libero)

Corte interna Mezquita (ingresso libero)

I giardini dell'Alcazar di Cordoba

I giardini dell’Alcazar di Cordoba

La sera, invece, lasciatevi guidare dal chiacchiericcio animato dei numerosi bar del centro, dove gli avventori cenano con tapas di salmorejo e flamenquito.

Siete alla ricerca di una serata speciale? In Calle R.Martin c’è un locale che ogni sera propone musica dal vivo (e il martedì, che jam session sia!)

Granada

Se avete in programma un viaggio a Granada, c’è una cosa che dovete assolutamente fare: prenotare la visita alla Alhambra, la fortezza che sovrasta dall’alto la città. Fatelo con largo anticipo, perché, oltre a essere l’attrazione più incredibile di Granada, è anche la più ambita (costi: 14,5 euro + 6 di audioguida).

La fortezza dell'Alhambra con la vista sulla città di Granada

La fortezza dell’Alhambra con la vista sulla città di Granada

Alcuni consigli pratici: se arrivate in auto (noi da Córdoba ci abbiamo messo circa un’ora e mezzo) è meglio se lasciate la macchina in un parcheggio vicino al vostro alloggio, per poi raggiungere la fortezza in taxi (costerà circa 6 euro, molto meno rispetto al costo del parcheggio nei pressi dell’Alhambra). Attenzione: ricordatevi di controllare sul biglietto se si tratta di quello definitivo o se dovrete effettuare il cambio in loco. Questa informazione vi servirà per avvisare il tassista, che saprà a quale ingresso condurvi.

Il più bel patio interno dell'Alhambra

Il più bel patio interno dell’Alhambra

I gatti che abitano la Alhambra

I gatti che abitano la Alhambra

Una delle cappelle dell'Alhambra

Una delle cappelle volteggianti dell’Alhambra (sembrano proprio sospese)

In alternativa, potete sempre camminare anche se vi consiglio di farlo al ritorno, che sarà in discesa (e, fidatevi, dopo tutti i chilometri che farete dentro e fuori il palazzo, le vostre gambe saranno già abbastanza messe a dura prova).

Vista della città da un balcone dell'Alhambra

Vista della città da un balcone dell’Alhambra

L’Alhambra, infatti, è semplicemente immensa. Si compone di diverse parti, ma per visitare Los Palacios Nazaries dovrete presentarvi a un orario preciso (molto importante: fatevi trovare lì con almeno mezz’ora di anticipo altrimenti non vi faranno entrare!).

La mappa di tutte le zone visitabili della Alhambra

La mappa di tutte le zone visitabili della Alhambra

Per visitare questa maestosa fortezza arabeggiante ci vorrà almeno un giorno intero. Vi suggerisco di impiegare il tempo che vi rimane per visitare la zona della città che si trova alla stessa altezza della fortezza, ma dall’altra parte del fiume Darro. Scegliete il percorso che più vi aggrada e dirigetevi verso il Monasterio di Santa Isobel: vi ritroverete immersi in tante viuzze di casine bianche, davvero peculiari. Nel frattempo, i monti della Sierra Nevada vi faranno da sfondo con tutta la loro imponente bellezza.

Passeggiata lungo il fiume Darro, Granada

Passeggiata lungo il fiume Darro

andalucia alhambra sierra nevada

I monti della Sierra Nevada sullo sfondo dell’Alhambra

Una volta ridiscesi verso il centro della città, fate un giro nei dintorni della Cattedrale e magari fermatevi a pranzare in Plaza de la Romanilla o in Calle de la Pescaderia (con il sole, mettono un’allegria contagiosa).

Tra le città dell’Andalusia visitate, Granada mi è sembrata la più aperta e cosmopolita. Sarà perché è sede universitaria (a dire il vero lo è anche Sevilla), sarà perché abbiamo alloggiato in un hotel che sembrava pensato per frequenti pernottamenti di svago e di lavoro, ma io qui mi sono sentita accolta.

Ps. Non mi dispiacerebbe passare un po’ di tempo in una di queste belle città, magari l’inverno, quando nella Pianura Padana fa freddo e le dita congelano… mai dire mai 😉

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