Genova: una domenica sotto la pioggia e un pranzo in crociera

Non capita tutti i giorni di fare una crociera gratis, anche se la nave MSC Meraviglia non si muove dal porto di Genova. Non importa,  perché quattro ore bastano per imbarcarti, visitare quella piccola-grande città tutta addobbata a festa in vista del Natale e farti offrire un pranzo in compagnia di una simpatica coppia di emiliani e di un napoletano che vive a Vicenza per un amore finito, ma è già pronto a spostarsi per nuovi inizi.

Tutt’intorno, una Genova un po’ bagnata dalla pioggia, che non ha arrestato lo spirito natalizio dei bancarellisti venuti in soccorso dei tanti turisti in cerca dei regali, tra una visita e l’altra alle bellezze di una città tutta da scoprire.

Il nostro giro, mio e dell’amica che mi ha permesso di partecipare alla presentazione della nave, comincia con un treno soppresso e un percorso di straforo che ci ha consentito di fare colazione con tutta calma alla Latteria Bonafede di via Lomellini, dove la panna è fatta in casa. Qui il cappuccino è in tazza grande, le brioches sono farcite con fantasia e i posti a sedere si contano sulle dita di una mano. Il sig. Lucio sa che i suoi clienti amano quell’ambiente raccolto nel cuore del centro storico della città ligure (per scoprire gli altri posti speciali dove far colazione a Genova, leggete questo interessante post di Trent’anni e Qualcosa). Per arrivarci, dalla Stazione di Piazza Principe, abbiamo attraversato una strada degna dei Quartieri Spagnoli di Napoli, popolata da etnie molto più vicine a quelle dei negozianti del Raval di Barcellona che di una città d’arte italiana.

A proposito di arte: a Genova la si respira a ogni passo. La si scruta, curiosando oltre i portoni dei palazzi rinascimentali di via Garibaldi (nota anche come “Strada Nova”, famosa per la presenza degli splendidi Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Doria Tursi), che è protetta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. La si cerca nelle mostre pittoriche allestite a Palazzo Ducale e ovunque mentre si passeggia per i Caruggi, tra chiese antiche, il brusio della vita quotidiana e il ricordo di canzoni che non si smetterebbe mai di ascoltare.

Via Garibaldi

Via Del Campo, omonima canzone di Fabrizio de Andrè

Passeggiare per il centro di Genova sotto Natale è rilassante e stimolante: le lucine sono dappertutto, eleganti e armoniose come non le si aspetta in una città portuale. I percorsi sono ben fatti, le indicazioni chiare, le note mai stonate: nessun eccesso vige in città, solo quella giusta frequenza di focaccerie presenti nelle strade, che ti fa sentire nel posto giusto.

Ma la crociera? Direte voi. La crociera è un mondo a sé stante, irraggiungibile come un’idea, facilmente accessibile come un non-luogo spiegato da Marc Augè. È una vacanza, non un viaggio ed è un modo di essere, non una scelta: o ne vieni inglobato o stai a terra.

Il passaggio dalla terra ferma al mare avviene al Porto Antico, passando attraverso la Stazione Marittima: al piano interrato si fa il check-in e in sala di attesa si aspetta di essere chiamati. C’è poi l’imbarco, che prevede il controllo del proprio biglietto e della carta d’identità, prima di passare sotto il metal-detector. Ecco fatto, si è dentro. Si seguono le scale rivestite di moquette color porpora o si prendono gli ascensori specchiati per raggiungere la sala principale, quella con le scale che brillano di swarovski. Qui non manca l’intrattenimento di musicisti internazionali, mentre si intravede la cupola luminosa della galleria al piano superiore che cambia faccia allo scorrere del tempo.

Si tratta della Galleria Meraviglia, il ponte principale, pieno di negozi e dolci tentazioni. La gioielleria è proprio di fronte alla cioccolateria, di fianco al punto di prenotazione delle escursioni, non distante dalla Spa, dal parrucchiere e dalla saletta per la manicure.

Nella nostra visita alla nave abbiamo scoperto che essa è dotata di una palestra vista mare, di un ristorante self-service che occupa un intero piano, di un gioco bimbi a tema Lego che farebbe impazzire anche i più grandi (un cassa piena zeppa di mattoncini colorati e una stanza con tavolette grafiche per disegnare i propri fumetti sono solo due esempi). Poi c’è la sala giochi con le slot machine, che culmina con un ristorante dove poter cenare mentre si assiste a uno spettacolo del Cirque du Soleil. Ci sono bar e discoteche (dedicate a età differenti, anche per i minorenni), una zona lounge solo per gli adulti, un ristorante giapponese a fianco di un pub inglese dove servono un ottimo espresso.

Ci sono le piscine esterne e quelle interne, dove la gente in costume si lascia massaggiare dai getti d’acqua mentre tu passi loro di fianco con indosso il maglione di lana e la giacca appoggiata al braccio. Se hai bisogno di andare in bagno basta guardarti in giro e troverai l’indicazione giusta per eleganti toilettes profumate; infine, al piano inferiore, c’è il centro medico per qualunque evenienza.

Quasi dimenticavo! Sulla nave non manca lo yacht club per tutti i vips che non vogliono essere disturbati, senza privarsi del piacere di una crociera nel Mediterraneo (o ai Caraibi, cosa cambia  in fondo?). Possono scegliere di rimanere nella loro area privata, oppure uscire allo scoperto…magari per vedere uno spettacolo a teatro.

Questa “macchina per soldi” che solca i mari con la sua imponente sagoma (si può fare di tutto lassù, basta pagare), riserva agli ospiti anche una sala giochi completa di bowling e simulatore di guida, un campo da gioco e una sala tv per distrazioni che ricordano casa.

Vero è che si tratta anche di una fonte di lavoro per moltissime persone, impiegate specialmente nell’ambito dei servizi alla persona e del turismo. Mentre ci rimboccava il calice di Merlot, il nostro referente MSC ci ha spiegato che, prenotando da MSC Book, è possibile partecipare a un pezzettino di tragitto, per passare un weekend diverso in compagnia delle amiche, del fidanzato o di una persona a cui vorremmo fare un regalo speciale. Potrebbe essere una bella idea…forse.

Una cosa è certa, quando siamo scese, con le pance piene e una strana sensazione claustrofobica nella testa, ci siamo lasciate risvegliare dalla pioggia fresca fino al primo Bazar che ci ha venduto un fantastico ombrello, grande e robusto, per 5 euro. Lo abbiamo aperto e ci siamo incamminate felici di essere all’aria aperta. “Guarda, quelli laggiù sembrano dei mercatini”.

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