musei italiani nord italia

10 musei da visitare in Italia del Nord dopo il lockdown

Ieri sera, mentre ascoltavo la conferenza stampa di Conte, pensavo a due cose. La prima suonava più o meno come “Vi prego, non riguardate questo video“. Mi rivolgevo mentalmente ai miei studenti stranieri che stanno imparando italiano e spesso si cimentano nell’analisi e comprensione di discorsi pubblici fatti da personaggi italiani di rilievo; per esempio, molti di loro si sono guardati il discorso di fine anno del Presidente Mattarella (e lui sì che sa parlare in italiano).

La seconda riflessione che ha preso forma nella mia mente è nata da un input e cioè quell’idea di poter tornare a visitare i musei. Ora, immagino che la questione non sia così semplice e che dal 18 maggio non ci sarà un “tana libera tutti” per cui qualsiasi meta museale diventi un passepartout di libera uscita. Però l’idea è molto allettante, specialmente perché – in mancanza di alternative quali feste o altre forme di aggregazione a scopo diversivo – forse si verificherà una sorta di “ritorno alla cultura“.

Ecco quindi che ho deciso di proporvi una personalissima lista (sì, ho scoperto che mi piacciono in modo particolare) di musei che ho visitato o che vorrei visitare, tutti nel Nord Italia.

1. Museo e Gypsotheca di Canova a Possagno (Treviso)

Una mia studentessa di italiano, una signora inglese di 69 anni, è veramente appassionata d’arte. Per questo motivo mi ha chiesto di inviarle video in italiano a tema artistico, così da poterne discutere insieme. È grazie a lei che ho scoperto questo fantastico servizio del mitico Alberto Angela (oramai solo “Alberto” anche per lei) che parla di un luogo speciale dedicato allo scultore Antonio Canova, là dove l’artista nacque e trascorse l’infanzia in compagnia del nonno, per poi ritornarvi come personaggio famoso e stabilirvi il suo laboratorio. In una luminosa navata bianca, il Museo di Canova custodisce per il pubblico tutti i calchi in gesso delle sue opere più celebri, sopravvissuti persino alla guerra.

2. Museo M9 a Mestre

Vi ho già parlato di questo nuovissimo museo sito nella città di Mestre, un luogo che normalmente viene considerato solo un passaggio per Venezia. Eppure, grazie al Museo M9, dal 2 dicembre 2018 c’è un motivo in più per recarsi nella città veneta: un luogo davvero innovativo, che mi ha colpito tanto per la ricchezza di contenuti quanto per la possibilità di fruirne in modo intelligente, interattivo, stimolante, interessante per davvero. Ad esempio, con il biglietto giornaliero è possibile entrare e uscire dal museo ogni volta che si vuole, così da non guardare tutto di fretta o fare annoiare i bambini. In realtà quest’ultimo è un rischio molto remoto, dal momento che il museo è davvero coinvolgente nel ripercorrere la storia del Novecento italiano dal punto di vista storico, economico e sociale.

Photo credit: tedxmestre on Visualhunt / CC BY-NC-ND

3. Villa Necchi-Campiglio a Milano

Non so da quanto tempo mi ripeto che vorrei visitare questa elegante villa che è riuscita a ritagliarsi il suo spazio di pace nella frenetica metropoli del nord Italia, addirittura in centro. Per adesso, l’ho vista solo nelle fotografie postate su Instagram dai miei contatti milanesi, finché non ho ricevuto l’interessantissima newsletter del FAI – Fondo Ambiente Italiano intitolata #ItaliaMiManchi, che ha permesso a tutti gli iscritti di viaggiare anche durante il lockdown. Mi sono guardata questo video, che vi riporto di seguito, e ora fremo per poterci andare di persona. Una cosa importante: la villa – bene del FAI – è visitabile gratuitamente da tutti gli iscritti all’associazione.

4. Museo del Novecento a Milano

Come si può facilmente intuire, penso che la storia del Novecento sia molto interessante e – come tutta la storia dell’umanità a dire il vero – abbia molto da insegnarci oggi. Per questo tornerei con grande piacere a visitare il Museo del Novecento di Milano, quello che si trova accanto a Palazzo Reale e da cui si può ammirare il Duomo in tutto il suo splendore, da un prospettiva insolita (e da una certa altezza!). Tra le opere che più mi avevano compito, ricordo l’immenso dipinto “Il Quarto Stato”, uno olio su tela che misura ben 293×545 centimetri. Da lasciarti senza parole.

5. Reggia di Venaria Reale a Torino

Sono stata a Venaria, un comune piemontese collocato a soli 10 chilometri a nord-est di Torino, quando ero ancora troppo giovane (e decisamente troppo stupida) per apprezzare le gite culturali. Probabilmente era una Pasquetta o un 25 aprile, probabilmente avevo sui 14 anni. Ciò che però mi colpì in modo straordinario, fu non tanto la magnificenza della reggia (allora ero ancora fresca di Lady Oscar), quanto la capacità di quel luogo di portarmi a fantasticare. Comincia a domandarmi come avessero vissuto le loro giornate i reali Sabaudi tra quelle sontuose stanze, così dense di decorazioni, così luminose e così lontane dalla vita vera. Tempo dopo, quando per la prima volta conobbi Parigi e la Reggia di Versailles, ne rimasi meno colpita, perché avevo già potuto ammirare la Reggia di Venaria Reale. Quest’ultima fu costruita sul modello della prima, certo, ma la sua bellezza non ha nulla da invidiarle.

6. Museo Nazionale del Cinema a Torino

Torino è una città che amo molto, come molti sanno. La città è famosa per molte ragione, tra cui l’essere stata capitale del Regno d’Italia, prima sede della RAI e della FIAT, e per i suoi musei, primi tra tutti quello Egizio e il Museo Nazionale del Cinema. Ho visitato quest’ultimo in occasione di una gita scolastica che ricordo con grande gioia, probabilmente perché si è trattato della prima esperienza in un museo “non palloso” (ripeto, ero una ragazzina molto stupida). Insomma: niente quadri piatti con sfondo dorato, niente statue a tema mitologico bensì un vero e proprio tributo alla contemporaneità e alla storia del cinema. Infine, salirei nuovamente l’eccentrico ascensore trasparente che conduce sulla Mole Antoneliana, per ammirare la città dall’alto.

7. Museo di De André a Genova

Genova ha rappresentato l’ultimo luogo che ho visitato prima che l’emergenza sanitaria ci piombasse addosso. In quella occasione ho visitato angoli della città che mi erano sconosciuti e che me l’hanno fatta amare moltissimo. C’è però un museo di Genova che mi è rimasto nel cuore. Mi ci ero recata anni prima, in una giornata di pioggia, trovandolo per caso. Si tratta del Museo dedicato a quello che è forse il mio cantautore italiano preferito, il grande Faber. Il museo si trova in Via del Campo 29, dove ne celebra la canzone e la memoria di un tempo passato. Si tratta di un luogo piccolissimo, visitabile in una manciata di minuti, a meno che non si decida di lasciarsi avvolgere dalla sua atmosfera e di lasciarsi guidare in un viaggio nel tempo dalla durata indefinita.

8. Galleria Ricci-Oddi a Piacenza

Nella mia città ci sono molti musei interessanti, purtroppo ancora poco conosciuti al grande pubblico. Uno di questi, a causa di un misterioso furto, ha goduto di una certa fama che spero abbia portato i più curiosi a volerlo visitare. Pensate che la notizia del ritrovamento di “Ritratto di signora” attribuito a Klimt è arrivata fino in Inghilterra, tant’è che un mio studente (sì, praticamente le cose più interessanti che mi succedono passano attraverso di loro) mi ha fatto sentire di appartenere a una cittadina famosa (ah, Piacenza! La città del quadro!). Il dipinto si trova alla Galleria Ricci-Oddi, un museo che – con o senza Klimt – rimane un luogo stupendo dove trascorrere qualche ora. Ricordo con grande piacere quel pomeriggio autunnale passato a disegnare insieme a un’amica, per portare a termine un compito che ci aveva assegnato la nostra professoressa di arte delle Medie. Quando ci eravamo presentate all’ingresso della pinacoteca con fogli e pastelli, la bigliettaia non se l’era sentita di ricacciarci a casa perché non avevamo con noi nemmeno un euro. Ci aveva fatto entrare e noi ci eravamo accucciate sotto il grande tetto vetrato del museo, cullate dal rumore della pioggia battente sopra di noi e da tutte quelle storie silenziose immortalate tra le cornici.

9. Palazzo Pilotta a Parma

Povera Parma, che si è ritrovata a celebrare la nomina a Capitale Italiana della Cultura 2020 in un anno così nefasto. Per mia fortuna, ho avuto modo di visitarla in occasione dell’inaugurazione di Parma 2020 e, ancora prima, di scoprire, grazie ad Alice, il Palazzo Pilotta. Questo luogo all’esterno non può che essere definito “grande”, ma è al suo interno che diventa grandioso. Il Complesso Monumentale della Pilotta, infatti, racchiude meraviglie come il Teatro Farnese, che vi consiglio vivamente di visitare non appena ne avrete l’occasione.

10. Museo Morandi a Bologna

Ed eccoci scesi fino a Bologna, che per nulla al mondo avrei potuto trascurare. Questa volta vi parlo di un luogo che non ho mai visitato in città (e ce ne sono così!) ma di cui mi ha parlato… Indovinate? Una mia studentessa. Questa signora norvegese ha viaggiato molto e quando è stata a Bologna è rimasta molto colpita dal Museo Morandi, dedicato al pittore bolognese, famoso per le sue nature morte. Mi auguro che sia questo il primo luogo che visiterò dopo il lockdown e chissà che – in una fila rigorosa che rispetti le distanze di sicurezza – sotto quelle mascherine non vi nascondiate anche voi.

Photo credit: jean louis mazieres on Visualhunt / CC BY-NC-SA

5 pensieri su “10 musei da visitare in Italia del Nord dopo il lockdown

  1. barcadicarta ha detto:

    Bello questo ‘viaggio’ nei musei…mi hai fatto ritornare in particolare alla mia città natale – Milano- dalla quale sono lontana e mi manca! E ad altre due che ho amato con tutto il cuore: Bologna e Torino. Grazie invece per avermi fatto leggere di musei che non conoscevo…li aggiungo alla mia lista delle cose da vedere!
    Ciao:)

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