Volte del centro di Padova

Un weekend in Veneto: la Cappella degli Scrovegni di Padova e il museo M9 di Mestre

Se c’è una cosa che adoro è scoprire le meraviglie della nostra bella Italia, specialmente quelle più nascoste. Capita così che durante la settimana racimoli qualche idea, le proponga a uno o più compagni di viaggio e in un batter d’occhio crei la scusa perfetta per visitare una città nascosta.

A questo giro è stata la volta di Padova e di Mestre, due luoghi speciali immersi nella cultura veneta, tra volte inaspettate, affreschi unici, musei innovativi e, naturalmente, uno Spritz lungo la strada. Vi avviso, si tratta di un fine settimana pregno di buona cucina e di cultura, astenersi i pigri e i fanatici della dieta.

Volte del centro di Padova
Le volte del centro di Padova

Padova in un giorno

La cappella degli Scrovegni

Padova è stata una bellissima scoperta. Si tratta di una città grande (nel 2017 registra 209 mila e 829 abitanti), con un centro storico molto esteso. La sua vitalità è causata principalmente dall’Università, che attira a sé moltissimi studenti fuori sede impegnati nello studio, specialmente presso i rinomati dipartimenti di Psicologia e Informatica.

Ma un’altra buona fetta di persone è attirata dal turismo: Padova è infatti sede della famosissima Cappella degli Scrovegni, all’interno della quale albergano i preziosi dipinti di Giotto, conservati con cura fin dal 1305. Fu infatti quella la data in cui il celebre pittore concluse di affrescare l’intera cappella, dopo solo due anni di lavori (insieme ai suoi stretti collaboratori).

La Cappella degli Scrovegni di Padova
Affreschi di Giotto alla Cappella degli Scrovegni di Padova

Due sono le cose che mi hanno profondamente colpita di questa esperienza, a partire dalla scrupolosa e accogliente organizzazione del sito museale. Siamo infatti arrivati in ritardo all’appuntamento ma, dopo esserci meritati un paterno rimprovero, abbiamo ricevuto tutte le indicazioni per risolvere la situazione in fretta. Senza problemi, abbiamo quindi avuto l’opportunità di partecipare al turno di visita successivo. Per non parlare poi della capillarità del servizio: ogni tre metri circa, l’area di visita è vigilata da una squadra di volontari, tra giovani stagisti e pensionati, pronti a indicarti la strada e a rispondere a ogni tua domanda. Una volta entrati nel cosiddetto C.T.A. (Corpo Tecnologico Attrezzato, ovvero una sala di stabilizzazione del microclima) mi sono letteralmente imbambolata davanti all’interessantissimo video esplicativo che veniva trasmesso ai visitatori, per prepararli alla vista degli affreschi, approfittando del tempo necessario a regolare la temperatura. Poi, ecco che le porte si aprono e si ha accesso alla cappella.

Dettaglio dipinti di Giotto
Dettaglio affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova

SBAM. Un colpo di luce, un tuffo al cuore, le lacrime che fanno capolino senza controllo. Mai avrei immaginato di rimanere così meravigliata dall’arte medievale, nonostante un’amica mi avesse raccontato l’esperienza con entusiasmo, solo pochi giorni prima. Vedere i volti espressivi dipinti da Giotto mi ha fatto tornare indietro nel tempo, ma non al suo, bensì al mio. Prima di scheggiarmi con i frammenti della fragile consapevolezza degli adulti, ero infatti una bambina curiosa e attenta. Fu la mia maestra delle elementari a guidare le mie scoperte infantili: è grazie a lei che ho percepito la bellezza delle opere di Giotto, riuscendo a cogliere la delicata fermezza che la mano del pittore mi trasmetteva, così moderna e attuale, così semplice nella sua ingegnosità.

Info utili sulla Cappella degli Scrovegni

Il biglietto comprende la cappella e i Musei Civici per un costo di 13 euro, facilmente riducibile a 6 date le molte possibilità – noi per esempio abbiamo usufruito della Coincard. Ricordatevi di recarvi in loco almeno un quarto d’ora prima, sia per acquistare il biglietto, sia per ritirarlo dopo aver preso la prevendita online.

Le volte e il cibo di Padova

Viale con archi a Padova
Viale con archi a Padova

A Padova ho ritrovato un po’ della mia amata Bologna. Molte vie del centro, infatti, sono costellate di volte che mi ricordano tanto il capoluogo emiliano. Padova però ha un carattere diverso, talvolta più elegante (i dintorni di Via Santa Lucia potrebbero benissimo far parte del Quadrilatero della Moda di Milano) e persino austera (le statue che vigilano Prato della Valle conferiscono solennità a questa gigantesca piazza di forma ellittica. Pare che per grandezza sia seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca, sarà vero?).

Il sabato mattina, in ogni caso, la città acquisisce quel tipico fervore popolare che conferisce italianità ai nostri centri storici e le numerose piazze cittadine (Prato della Valle, Piazza delle Erbe, Piazza della Frutta…) diventano luogo di incontri e scambi.

Immancabili, specialmente quando è appena arrivato settembre e la bella stagione non vuole andarsene, i calici di Spritz appoggiati ai tavolini dei bar che si affacciano sulle strade pedonali: “a casa sua” questo tipico aperitivo veneto non costerà mai più di 3,5 euro.

Infine, due cose che non ho fatto per mancanza di tempo (visitare una città in un giorno, specialmente se per arrivare da Piacenza impieghi 3 ore di auto, non ti consente di vedere “tutto”) è la visita alla maestosa Basilica di Sant’Antonio da Padova (attenzione, anche se è più grande non si tratta del Duomo) o all’immensa sala collocata nel Palazzo della Ragione. In quest’ultimo luogo, chiamato dai Padovani “Il Salone”, quest’anno viene organizzato il Festival della Scienza e della Curiosità: CICAP FEST. Si tratta della seconda edizione del grandioso progetto fondato dall’amato divulgatore scientifico Piero Angela, che ha l’obiettivo principale di combattere le fake news e promuovere la conoscenza scientifica, oltre a celebrare nel migliore dei modi i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e i 50 dal primo sbarco sulla Luna.

Ma Padova è anche sinonimo di buona cucina, quella della tradizione veneta. Tra i piatti che ho assaggiato nel consigliatissimo Ristorante – Cicchetteria Bacaro Padovano (Via San Gregorio Barbarigo 3) vi sono le sarde in sàor come antipasto (cipolla stufata con aceto e zucchero, uvetta e pinoli), i bigoi con ragù di gallinacei come primo (la cucina padovana è infatti definita “di orto e di corte”), la faraona con salsa di amarene come secondo (non ricordo il preciso nome veneto, ma solo la spiegazione dell’oste) e la figassa come dessert (in piacentino, questa non è proprio una parola bellissima, ma in veneto equivale a una buonissima torta tipo sbrisolona, arricchita dai fichi).

Per colazione, invece, ci siamo lasciati deliziare dalla dolce sapienza della Pasticceria Arena (Via Michele S. Micheli 3C – Padova) , in cui si respira profumo di torta e dei locali di una volta.

Pasticceria Arena Padova
Colazione alla Pasticceria Arena, in via Michele S.Micheli 3C – Padova

Gli amici veneti con cui abbiamo avuto il piacere di cenare (una delle famose “scuse” di cui parlavo nell’introduzione) ci hanno raccontato una curiosità che non mi aspettavo. I muri dei palazzi di Padova sono la “tela” preferita di due famosi graffitari italiani, riconducibili alla “scuola di Banksy”, se di scuola si può parlare. Il primo si chiama Kenny Random e il secondo Alessio B.

Se vi trovate in città sotto Natale, controllate sul profilo Instagram di Kenny: in quel periodo l’artista è solito lanciare un’avventurosa caccia al tesoro per le vie della città, con l’obiettivo di scoprire la collocazione di alcuni suoi quadri e di accaparrarsi, con un po’ di fortuna, preziosi regali natalizi da conservare con gelosia o da regalare a una persona molto speciale.

Street art di Kenny Random a Padova
Murales Kenny Random

Mestre e il museo M9

Mai mi sarei immaginata che un giorno sarei andata a Mestre con ragioni diverse dal parcheggiare l’auto per poi spostarmi a Venezia. E invece dal 2019 la cittadina veneta ha fatto parlare di sé per l’installazione di un innovativo complesso museale chiamato M9, volto a raccontare la storia del 1900 italiano con un approccio originale ed efficace, che riesce a coinvolgere con il medesimo entusiasmo bambini, adulti e visitatori stranieri.

Il museo è molto più di una raccolta di documenti e opere da ammirare, è un vero e proprio libro aperto su una storia che, grazie alle innovative occasioni di interattività di cui sono pregne le due sale su cui si sviluppa, porta a una riflessione fondamentale per il tempo che stiamo vivendo oggi. Si riflette attraverso i cinque sensi, esplorando avvenimenti storici, abitudini, questioni ambientali e politiche, con la leggerezza dei bambini e la consapevolezza degli adulti. Entrambe, contemporaneamente.

Info utili sul Museo M9

Vorrei raccontarvi di più di questa esperienza incredibile, ma vi dico solo che dovreste andarci il prima possibile. Vi consiglio caldamente di acquistare il biglietto la mattina (costa 14 euro, incluso guardaroba e armadietto) e di dedicare un’intera giornata al museo. Il bello è infatti che potrete andare e venire da M9 ogni volta che vorrete, nell’arco dell’intera giornata. Potreste per esempio visitare dapprima il primo piano, fare pausa pranzo e poi tornare nel pomeriggio. Se vi gira, potreste persino fare un giretto a Venezia, per poi ritornare a Mestre per il pernottamento (sì sa, i prezzi qui sono più accessibili che in Laguna) dopo aver trascorso una favolosa notte di cultura al museo, che chiude alle ore 22.

Infine, sono immensamente grata al mio studente inglese che mi ha suggerito di recarmi in questo nuovo luogo e mi ha suggerito anche il favoloso pranzo di pesce che abbiamo consumato All’Ombra del Gabbiano (Via Caneve 2, Mestre). Insieme, ci siamo presi tutto il tempo per scegliere le parole di un italiano accurato, lento, meditato. Grazie a Neil e a sua moglie, mi sono ricordata ancora una volta di quanto è bella la nostra Italia e di quanto sono fortunata a conoscere almeno un po’ della ricchezza della nostra lingua.

3 pensieri su “Un weekend in Veneto: la Cappella degli Scrovegni di Padova e il museo M9 di Mestre

  1. giusymar ha detto:

    La Cappella degli Scrovegni è stata una grande sorpresa anche per me.
    Erano anni che volevo visitarla. I miei genitori erano originari di Padova.
    Mi è piaciuta e vorrei ritornarci perché la sorpresa è stata grande e merita di sicuro una seconda visita.

    "Mi piace"

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