La festa più bella di tutte: Sant Jordi

Finalmente ho vissuto anch’io la giornata di Sant Jordi, dopo una settimana di teasing estremo da parte di amici, colleghi e qualunque altra fonte di informazione in cui mi sia imbattuta per documentarmi meglio su questa festa. Per farla breve il 23 aprile, il giorno di San Giorgio, non è solo la Giornata Mondiale del Libro, non è solo il giorno del patrono della Catalunya, ma è anche la festa degli innamorati catalana. Per conoscere le origini di questa giornata tanto speciale, intreccio di leggende, vittorie e tradizioni, vi rimando a questo articolo che ho scritto per il sito ShBarcelona.

In questa sede vorrei mostrarvi tutta la bellezza di questa giornata, che ho vissuto con il sorriso, le gambe in marcia e gli occhi grandi per tutti i colori che hanno visto. Sabato mattina siamo usciti con due obiettivi: io comprare un libro da regalare a lui, lui una rosa da regalare a me. Di certo non sono mancate le occasioni: banchi addobbati con i colori della bandiera della Catalunya, il giallo e il rosso, e con tantissime rose. Il colore predominante era sempre il rosso, come il sangue del drago ucciso da San Giorgio e l’amore per la principessa salvata, anche se non mancavano rose gialle, arancioni e blu. Qualcuno vi metteva sopra dei brillantini, qualcun’altro aveva trovato il modo di ottenere un petalo di un colore diverso dall’altro. Alla fine anch’io avevo la mia rosa, comprata con denaro che aiuterà un’associazione benefica e che mi permetterà anche di andare al cinema senza pagare l’ingresso. Meglio di così non poteva andare direi!

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La parte più difficile è stata la scelta del libro. Oltre ad evitare quelli scritti in catalano, mi rimanevano dubbi anche per quelli in castellano: saranno facili da capire? Perché un conto è avere una conversazione col panettiere, un conto è capire un concetto complesso o, ancora peggio, l’ironia. Quindi siamo andati nel quartiere di Gracia, ci siamo mangiati una piadina seduti su una panchina rivolta alla piazza più bella di tutte e abbiamo cercato l’unica libreria italiana esistente a Barcellona. Abbiamo fatto gli italiani all’estero e mi è piaciuto.

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In questi giorni ho ammorbidito i miei pensieri. Ho sempre ritenuto inopportuno cercare l’Italia in un paese estero, ho sempre snobbato gli italiani, ho sempre cercato di non cercare. Di non cercare l’Italia. Di fare quella che “non si va a mangiare italiano all’estero” … e invece è già la seconda volta in due giorni. La verità è che parte dell’identità di Barcellona, pur essendo la capitale della regione più indipendentista d’Europa, è costruita dalla sua parte italiana. Gli italiani a Barcellona sono la percentuale di stranieri più grande di tutte, sono una comunità che ha i suoi locali, le sue attività e le sue associazioni. Si pensi a quella chiamata Casa degli Italiani, o all’interessantissimo sito-guida turistica online SpaghettiBCN. Inizialmente non riuscivo a capire il motivo per cui dovessero nascere gruppi chiusi che in qualche modo isolassero una comunità di immigrati proprio nel Paese dove hanno scelto di vivere il resto o buona parte della loro vita. Ma poi ho capito. Non si tratta di isolamento, ma di conservazione della propria identità. Non si tratta di un gruppo chiuso, ma di un insieme di persone unite da una medesima appartenenza. Non si tratta di un modo per snobbare gli esterni, ma per aiutare gli interni.

E così abbiamo scoperto una libreria italiana a Barcellona che tre anni fa è nata proprio con questi obiettivi e ha trovato in Gracia un quartiere aperto ad accogliere questa bella idea. Entrare nella libreria Le Nuvole ti fa sentire a casa, venire voglia di leggere e di metterti in gioco, perché in questo piccolo luogo tappezzato di libri vengono organizzate moltissime attività, sia per italiani quanto per spagnoli. Penso alle serate di conversazione in italiano per stranieri, a quelle di scrittura creativa (con una tazza di tè in mano) o ai numerosi ospiti che vengono accolti ogni mese a presentare il loro nuovo libro. E noi abbiamo già assicurato la nostra presenza per assistere all’incontro con Zerocalcare, brillante fumettista italiano che il prossimo 5 maggio presenterà il suo primo libro tradotto in castellano e sinceramente, non vedo l’ora di andare 😉

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