racconto dall'inghilterra

Nota dell’editore: questa riflessione mi è stata inviata da una mia studentessa inglese, il 16 di marzo. Il testo non è stato tradotto, ma scritto di prima mano in italiano, nonostante la sua lingua materna sia l’inglese.

Noncuranza o reazione eccessiva?

Tutti parlano del coronavirus; è impossibile scappare da lui. È difficile comprendere la gravità della situazione qui vicino. Vivo in una regione rurale al confine tra Worcestershire e Herefordshire e al momento, ci sono quattro casi nelle due province. Ovviamente, parlo dei casi confermati. Senza dubbio, ci sono molte più persone che soffrono di questa malattia. Probabilmente, la maggior parte dei pazienti avrà una malattia lieve. Sfortunatamente alcuni di loro diventeranno gravemente malati.

Credo che la cosa peggiore in questa situazione sia l’insicurezza – non sappiamo che cosa succederà. I giornali popolari non stanno aiutando la situazione con i loro titoli spaventosi che hanno creato panico. Possiamo vedere gli effetti nei supermercati con i loro scaffali vuoti. Non ci fidiamo dei nostri politici e perfino gli esperti non sono d’accordo; alcuni dicono che la strategia del governo è corretta però ci sono altri che dicono che dobbiamo seguire l’esempio di altri paesi come l’Italia.

Anche se ogni morte è una tragedia per la famiglia e gli amici, anche l’economia sarà una vittima del virus. Molte persone perderanno il loro lavoro e ci saranno molte bancarotte. A oggi, in Inghilterra, non c’è nessun consiglio ufficiale rispetto a quarantena totale, comunque la gente sta prendendo le loro decisioni di evitare luoghi pubblici. Dove abito, alcuni eventi sono stati cancellati e il centro della città è abbastanza vuoto.

Per quanto mi riguarda, non ho paura di questa infezione, pero ho paura della quarantena. Dato che vivo da sola, ho bisogno di andare fuori e socializzare. Non c’è nessuno sostituto del contatto umano.

Caroline, UK