Viaggi, sogni e amore… buon 2019!

Ed eccomi arrivata anche al 31 dicembre 2018, in un momento di pausa così inaspettato da sembrare irreale. Ho trascorso gli ultimi mesi lontana da casa e ho passato questa settimana piacentina nel tipico vortice natalizio di baci, abbracci, scambio di regali, mangiate epiche e anche qualche starnuto. Il tutto, con quel delizioso sfondo di allegria, lucine e relax che rende davvero tutti più buoni e sorridenti. In fondo, la magia del Natale è proprio vera… si ripete ogni anno e non si smentisce mai.

Quanto mi piacerebbe riuscire a mantenere questo mood per sempre: pensare alle cose importanti della vita, per una volta senza lavorare. Sì, anche se io un lavoro fisso e un ufficio dove andare non ce l’ho, mi sono presa la mia prima effettiva pausa di una settimana intera senza aprire il computer dopo tanto, troppo tempo… ed è stato bellissimo. Inoltre, ho avuto la fortuna di avere la mente sgombra dalle abitudini, come quando accade quando passi due mesi lontani da quella che è stata la tua quotidianità per troppo tempo. Nel mio caso, sono appena tornata da quella che oggi definirei come l’esperienza più forte della mia vita.

Non si è trattato dell’aver vissuto per la prima volta in un Paese dell’Europa dell’Est, né di aver svolto un lavoro che non avevo mai fatto prima, né dell’aver condiviso una stanza in un ostello con altri sei ragazzi provenienti da diversi parti del Mondo… si è trattato di tutto questo, mescolato insieme a qualcosa a cui non riesco a dare un nome.

Penso, come già mi ero accorta nei dieci mesi in cui ho vissuto a Barcellona, che il punto sia l’intensità. Una singola giornata spesa all’estero per me vale come una, due o forse più settimane vissute qui, nella mia hometown e mia home-monotonia. Spero di non essere fraintesa. Anzi, chiariamo subito il concetto: non sto generalizzando ma sto parlando di me. Sì, perché conosco persone che sanno godere della condizione in cui sono nati, senza maturare quel sentimento di insoddisfazione che personalmente inizia a colpirmi dopo qualche giorno speso nella mia città natale. Il problema non sono loro, il problema sono io. O forse, semplicemente, siamo diversi.

Non mi piace leggere e sentire certe sentenze che suonano più o meno così: “Chi non viaggia, non sa niente”, pur condividendo al 100% la convinzione che viaggiare arricchisca più di qualsiasi altra cosa al mondo.

Prima di tutto, bisogna distinguere tra tipo di viaggio e tipo di esperienza che si cerca, ma soprattutto tra le visioni del mondo a cui si ambisce. Io ne sogno uno in cui si smette di rincorrere la propria comfort zone in un Paese straniero, ma si cerca di riconoscere le sue diversità, valorizzandone gli aspetti che potrebbero arricchire la nostra quotidianità. Ne sogno uno in cui ci si ascolta e si cerca di capire perché. Ne sogno uno in cui ci si guarda negli occhi e piano piano i dettagli di età, provenienza e colore della pelle non contano più.

Conoscere gli altri è stata forse la bellezza più evidente di questa mia esperienza, anche se questo non ha significato che proprio tutti questi altri mi siano stati simpatici, affatto. Ci sono state discussioni e certe mattine, mentre cercavo di non badare al fetore che gli altri emettevano nella sala comune di un ostello di Cracovia, ho fatto colazione con biscotti imbevuti nell’odio verso il genere umano. Ma poi passava.

Per me viaggiare significa vivere in un posto per il tempo di un progetto o quello in cui si comincia a salutare il barista dove si va sempre a prendere il caffè, quello in cui poter dire di avere un posto preferito, un ristorante preferito, un luogo speciale da mostrare a chi ti viene a trovare e uno dove rifugiarti quando vuoi pensare, stare bene, stare da sola. Ps. Chissà perché, normalmente finisco sempre in una chiesa: a Barcellona era Santa Maria del Mar, a Bologna è La Basilica di Santo Stefano… a Cracovia invece è stato il Metaforma Cafè. E chissà cosa troverò ora.

Metaforma Cafè – Cracovia

Sì, perché sto per ripartire e mai come in questo momento mi sento divisa a metà tra il desiderio di vedere il mondo (quanto è vero che più viaggi, più viaggeresti!) e quello di stabilizzarmi in un solo luogo, creare una famiglia, stare tranquilla. Ma come faccio? Ci sono così tanti luoghi che vorrei visitare, così tante esperienze che vorrei provare.

Quando mi confronto con persone molto diverse da me, la mia motivazione si nutre delle loro storie, delle infinite possibilità che questa vita ci offre e dei suoi incontri illuminanti. Sento che posso fare tutto quello che voglio, chiunque può farlo se lo vuole!

Ma troppo spesso, tanto nella mentalità provinciale quanto in quella competitiva delle città più grandi, tutti questi sogni che hanno preso forma durante i miei viaggi si ritrovano a lottare contro i mulini a vento.

Il dilemma è sempre qui, dorme al calduccio nella mia testa ed è pronto a svegliarsi ad ogni bivio che mi creo davanti. Oramai siamo diventati amici e anzi si tratta di un ospite benvoluto, capace di scacciare la nemica ansia, a suon di novità e movimenti che non le lasciano il tempo di entrare.

Mentre lascio scorrere i pensieri sulla tastiera del pc, penso a una morale per concludere questo articolo di fine 2018, ma riesco solo a pensare all’amore. Non l’ho incluso in questo rapido schizzo, ma la verità è che ha sempre fatto da sfondo ad ogni mia giornata, ad ogni racconto passato attraverso le parole degli altri che stanno là e degli amici che stanno qua. Quanti bellissimi sacrifici si fanno per amore, quante meravigliose avventure si fanno per amore, quante partenze e quanti ritorni, quanta vita da vivere un po’ lontani e un po’ vicini.

Buon anno a tutti ma soprattutto… mille di queste avventure!

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4 pensieri su “Viaggi, sogni e amore… buon 2019!

  1. giusymar ha detto:

    Complimenti, bellissimo post.
    Forse perchè condivido moltissimi tuoi pensieri.
    Da giovane ho viaggiato parecchio e poi con l’aiuto del lavoro ho continuato a farlo. Non c’è nulla che arricchisca come andare in un paese diverso dal tuo e dovertela cavare. Dover far conto sulle tue forze e non c’è sonno che tenga o mal di pancia. Su in piedi e si lavora!
    Le persone che incontri sono una sfida, una condivisione, tutto ed il contrario di tutto.
    Ancora adesso nonostante il tempo che passa ho sempre voglia di una piccola avventura. Beh ora si va con l’hotel prenotato , volo prenotato…prima si saliva su un treno con i soli soldi di andata.
    Ma tutto è stato di insegnamento.
    Bisogna avere forse tanta tenacia e non essere presuntuosi.
    Ti auguro che il tuo futuro ti sappia dare il desiderio di andare lontana e la pace del cuore per farlo in serenità.

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  2. ilsorrisodeibaciblog ha detto:

    Ho letto questo post con la calma dovuta, soffermandomi su ogni singola parola. Ho sentito e fatto mie le tue emozioni. Ho percepito le tue sensazioni nello scrivere, nel raccontare e nel vedere e vivere i tuoi ultimi mesi. Per questo ti ringrazio.

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